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OLTRE L’OSTACOLO
In Italia si contano oltre 1 milione di poveri assoluti in più rispetto al prepandemia, arrivando al valore record di persone in stato di povertà assoluta, 5,6 milioni (pari a 2 milioni di nuclei familiari).
L’incidenza delle famiglie in povertà assoluta si conferma più alta nel Mezzogiorno (9,4%), anche se la crescita più ampia, registrata da un anno all’altro, si colloca nelle regioni del Nord (dal 5,8% al 7,6%).

Dal Rapporto povertà 2021

Commento vangelo domenica 18 aprile 2021

Vangelo di Luca 24,35-48

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Emmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.

Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

Il risorto consegna la pace e ci invia in missione
 
Il vangelo di questa domenica del tempo pasquale pone sempre al centro della nostra attenzione la Resurrezione di Gesù. Il brano che ci viene presentato, fa parte dell’ultimo capitolo del vangelo di Luca, di cui fanno parte anche il racconto delle donne e di Pietro, che vanno al sepolcro, l’esperienza dei discepoli di Emmaus e l’evento dell’Ascensione. Il racconto di oggi è situato sempre nel medesimo giorno “il primo della settimana”, il giorno della Resurrezione, ma alla sera. Mentre i due discepoli “di Emmaus”, rientrati a Gerusalemme, raccontano agli altri, l’accaduto e come avevano riconosciuto Gesù nello spezzare il pane, Gesù si presenta in mezzo a loro. Dopo la delusione avvenuta a causa della morte di Gesù, loro maestro, gli
apostoli e i discepoli ricevono più volte la “visita” di Gesù, che vuole rafforzare e accompagnare la loro fede nella Sua morte e resurrezione. Gesù si presenta agli undici e consegna il dono della Pace. La presenza di Gesù ha il potere di cambiare la situazione degli apostoli: essi sono turbati e impauriti per la sorpresa della presenza di Gesù, ed Egli li rassicura;
Essi dubitano della sua identità ed egli mostra i segni della sua 
passione; dubitano rispetto alla sua reale presenza fisica, ed egli mangia con loro; avevano paura e turbamento e dopo l’incontro con Gesù, il Risorto, ora sono nella gioia. Il vangelo di questa domenica è davvero, per gli apostoli, ma anche per ciascuno di noi, una scuola di vita, un percorso pedagogico e di fede, che ci conduce dalla paura e dal nascondimento e delusione, alla nuova possibilità di ricominciare, con la forza di Colui che, se prima camminava con noi e annunziava il Regno di Dio, ora è il Risorto. Una caratteristica molto importante di questa pagina di vangelo, è il dono di aprire la loro mente all’intelligenza delle scritture, esattamente come aveva fatto lungo la via, “Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno”. Inoltre consegna loro il mandato missionario:
“di questo voi siete testimoni”. La 
predicazione della morte e resurrezione di Cristo, è l “Bella Notizia” che siamo chiamati a consegnare al mondo; è la missine che Gesù affida agli apostoli e quindi alla Chiesa, lungo i secoli, perché sia la continuazione nella storia, della stessa missione del Cristo, ora risorto nella gloria. Oggi siamo noi, battezzati, chiamati ad accogliere e annunziare il messaggio della resurrezione, portando luce e speranza a chi vive nel buio e nell’afflizione per la povertà materiale, morale e spirituale. Chiediamo la grazia di riconoscere il Risorto, ogni volta che, ancora oggi, si presenta nella vita del mondo per donarci la sua Pace e consegnarci la gioia di incontrarlo.

Fr Giuseppe Piga

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